COronaVIrus Disease 2019: cosa, come, dove, quando e perchè
COSA E’
Il virus che sta causando milioni di malati e morti in tutto il mondo è il “Coronavirus-2” (chiamato anche SARS-CoV-2), causando la sindrome respiratoria acuta grave. E’ chiamato così perché il suo aspetto ricorda una corona e “2” perché è un nuovo ceppo di coronavirus non precedentemente identificato nell’uomo. COVID-19 è invece la malattia causata da questo virus. CO- sta per Corona, VI- sta per virus, D- sta per Disease (“malattia” in lingua inglese), 19 indica il 2019, anno in cui è stato rilevato in Cina.
Il Coronavirus-2 appartiene alla stessa famiglia di virus della Sindrome Respiratoria Acuta Grave ma non è lo stesso virus.
La SARS da Coronavirus-1 risale al 2002 in Cina e ha causato più di 8.000 casi in 33 paesi in otto mesi, di cui circa una persona su dieci è morta.
Il Coronavirus-2 non è lo stesso virus che provoca l’influenza stagionale, anche se entrambi hanno alcuni sintomi simili e modalità di trasmissione simili.
Tra le differenze, abbiamo che:
-per COVID-19 non esiste un vaccino, per l’influenza sì;
-per COVID-19 non esiste un trattamento specifico, per l’influenza sì;
-il COVID-19 sembra essere più trasmissibile dell’influenza;
-dato che è “nuovo”, nessuno ne era mai stato affetto prima d’ora, quindi nessuno ha un’immunità pregressa, cioè ne possiede gli anticorpi di difesa, quindi l’intera popolazione umana è potenzialmente suscettibile.
I coronavirus in generale circolano tra certi animali, es. i pipistrelli, e alcuni di essi infettano anche l’uomo, come è avvenuto per il COVID-19. Ciò non vuol dire che gli animali domestici sono portatori del virus infettando l’uomo, vedi anche dopo.
COME SI DIFFONDE
Il Coronavirus-2 si diffonde da persona a persona:
• in modo diretto
• in modo indiretto: attraverso oggetti e superfici su cui i malati rilasciano goccioline infette quando starnutiscono, tossiscono o li toccano. Se le mani o altre parti del corpo, che hanno toccato gli oggetti infetti. a loro volta toccano occhi, naso o bocca, avviene la trasmissione.
• per contatto stretto con persone infette attraverso secrezioni della bocca e del naso (saliva, secrezioni respiratorie o goccioline droplet), quando il malato tossisce, starnutisce, parla o canta.
I seguenti casi sono considerati come avvenuto contatto stretto e quindi ad alto rischio:
• vivere nella stessa casa di un caso COVID-19
• avere contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (es. la stretta di mano, baci ecc.)
• avere contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID-19 (toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
• essere a distanza minore di 2 metri e per almeno 15 minuti (faccia a faccia) con un caso COVID-19
• essere in un ambiente chiuso con un caso COVID-19 in assenza di DPI (Dispositivi di Protezione Individuali) idonei
• fornire assistenza diretta ad un caso COVID-19 o manipolare campioni di laboratorio di un caso COVID-19 senza DPI idonei
• viaggiare su qualsiasi mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto.
DOVE SI DIFFONDE
Focolai: ambienti chiusi, quali ristoranti, locali notturni, luoghi di culto e di lavoro in cui le persone possono urlare, parlare o cantare e solitamente sono vicine tra loro.
Anche gli ospedali possono diventare focolai, perché alcune procedure mediche possono produrre goccioline molto piccole (chiamate nuclei di goccioline aerosolizzate o aerosol) sospese nell’aria e se appartengono ad un malato, ecco l’infezione se inalate da altre persone.
Perciò se stai male chiama il medico e non andare in ospedale se non strettamente necessario, anche per non intasarlo.
COME NON INFETTARSI E COME INTERROMPERE LA CATENA DI TRASMISSIONE DEL VIRUS
Per non infettarsi, e quindi a nostra volta non infettare gli altri, che infetteranno terzi e così via, è necessario:
-non avere contatti fisici diretti e indiretti con persone COVID-19 positive;
-lavarsi frequentemente e accuratamente le mani;
-indossare una mascherina a seconda delle regole e restrizioni di Decreti in vigore;
-coprire bocca e naso con un gomito piegato o un fazzoletto quando si tossisce o starnutisce;
-rimanere a casa in caso di sintomi o se richiesto dalle autorità sanitarie competenti.
SE SEI MALATO
A seconda che il medico o le autorità sanitarie competenti indicano un trattamento di guarigione a domicilio o in ospedale, un caso positivo (probabile o confermato) deve rimanere in quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni e comunque finché non guarisce.
DIFFERENZE TRA I MALATI DI COVID-19
I malati si distinguono in sintomatici e asintomatici. Gli asintomatici sono una categoria rischiosa in quanto non presentano i sintomi e, se non hanno motivo per effettuare il tampone, non scoprono di avere il virus e quindi non possono autodenunciarsi. Escono e infettano gli altri.
Tutti i malati possono trasmettere il virus, sia sintomatici che asintomatici.
Le differenze sono anche nei sintomi e nella gravità della stessa malattia.
SINTOMI
I sintomi di COVID-19 variano sulla base della gravità della malattia:
• assenza di sintomi
• febbre
• tosse
• mal di gola
• debolezza
• affaticamento
• dolore muscolare
• polmonite
• sindrome da distress respiratorio acuto
• sepsi (risposta infiammatoria dell’organismo in seguito a un’infezione)
• shock settico (sindrome causata da infezione)
• potenziale morte
…di cui i più comuni sono:
• febbre ≥ 37,5°C e brividi
• tosse di recente comparsa
• difficoltà respiratorie
• perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia)
• raffreddore o naso che cola
• mal di gola
• diarrea (soprattutto nei bambini)
Il periodo infettivo può iniziare uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi, ma è probabile che le persone siano più contagiose durante il periodo sintomatico, anche se i sintomi sono lievi e molto aspecifici. Si stima che il periodo infettivo duri 7-12 giorni nei casi moderati e in media fino a due settimane nei casi gravi.
SOGGETTI FRAGILI
Soggetti/lavoratori fragili: quelli in cui le condizioni dello stato di salute rispetto alle patologie preesistenti potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto se si contrae il coronavirus.
Invece, l’età da sola non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità nelle fasce lavorative o comunque nei soggetti.
Casi da attenzionare sono: anziani, bambini, donne incinta, persone con altre malattie.
Anziani e vaccini. L’importanza della vaccinazione contro lo pneumococco non protegge dal covid-19, ma assume quest’anno maggiore importanza, perché lo pneumococco può causare infezioni delle vie respiratorie i cui sintomi potrebbero essere confusi con quelli causati da SARS-CoV-2.
Dal momento che nella prossima stagione influenzale 2020-2021, non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e SARS-CoV-2, si sottolinea l’importanza della vaccinazione antinfluenzale.
Possessori di malattie rare. Alcune categorie di persone con malattie rare hanno un rischio aumentato se contraggono il covid-19, in particolare i bambini e adulti con:
deficit immunitari,
disabilità neuromotoria,
patologie respiratorie croniche,
cardiopatie, con malattie ematologiche,
patologie metaboliche ereditarie a rischio di scompenso acuto o portatori di dispositivi medici
malati oncologici o onco-ematologici.
Donne incinta. Le donne in gravidanza non sembrano essere a maggior rischio rispetto alle non-gravide per infezione grave da COVID-19 che richiede il ricovero ospedaliero, vanno comunque seguite le stesse azioni preventive uguali per tutti. Tuttavia, la gravidanza comporta cambiamenti del sistema immunitario che possono aumentare il rischio di contrarre infezioni respiratorie virali, tra cui quella da SARS-CoV-2. Vediamo alcuni punti.
La decisione di separare o meno madre-neonato (soprattutto se la madre è positiva sintomatica) è consigliata ma dipende da caso a caso, tenendo conto dell’informazione-consenso dei genitori, della situazione logistica dell’ospedale ed eventualmente anche della situazione epidemiologica locale.
Anche la compatibilità dell’allattamento materno con farmaci eventualmente somministrati alla donna con COVID-19 va valutata caso per caso.
Durante il rooming-in e l’allattamento, è raccomandata l’adozione di misure di prevenzione quali il lavaggio delle mani e indossare una mascherina chirurgica.
Qualora la madre sia paucisintomatica, questa potrà allattare al seno adottando tutte le precauzioni possibili per evitare di trasmettere il virus al proprio bambino, lavandosi le mani e indossando una maschera chirurgica mentre allatta. Nel caso si utilizzi latte materno spremuto con tiralatte manuale o elettrico, la madre deve lavarsi le mani e seguire le raccomandazioni per una corretta pulizia degli strumenti dopo ogni utilizzo.
Bambini. I bambini sembrano avere la stessa probabilità degli adulti di essere infettati.
Si parla solo di un rischio molto più basso, specialmente quelli sotto i 10 anni, di sviluppare sintomi o malattie gravi.
Tuttavia, come per altre malattie respiratorie e come per gli adulti, possono essere a maggior rischio di infezione grave i bambini già possessori di determinate patologie.
Anche i bambini devono adottare le stesse misure raccomandate per gli adulti per prevenire l’infezione.
Persone con tumori e malattie croniche
I farmaci per la cura delle patologie croniche di cui si è affetti sono importanti per tenere sotto controllo sintomi e malattia, quindi non vanno sospesi salvo diversa indicazione del medico curante.
Ai pazienti oncologici si raccomandano le stesse misure preventive di tutta la popolazione, in particolare:
• nel caso si presenti una sintomatologia che possa far sospettare di aver contratto l’infezione da Covid-19, si raccomanda di contattare telefonicamente il proprio medico curante e/o lo specialista che valuterà se apportare eventuali modifiche al trattamento
• le terapie in corso non devono mai essere sospese autonomamente ma consultare il medico.
I soggetti affetti da immunodeficienze così come quelli affetti da patologie oncologiche o onco-ematologiche, sono soggetti particolarmente a rischio in caso d’infezione da virus respiratori.
È probabile che i fumatori siano più vulnerabili al virus SARS-CoV-2 in quanto l’atto del fumo fa sì che le dita (ed eventualmente le sigarette contaminate) siano a contatto con le labbra, il che aumenta la possibilità di trasmissione del virus dalla mano alla bocca. I fumatori possono anche avere già una malattia polmonare sottostante o una ridotta capacità polmonare che aumenterebbe notevolmente il rischio di sviluppare forme di malattia gravi.
Le forme allergiche più lievi, tra cui anche l’asma allergica lieve, non sono state identificate come uno dei principali fattori di rischio per l’infezione da SARS-CoV-2.
I bambini e gli adulti che assumono farmaci di mantenimento per l’asma devono adottare le stesse misure preventive di tutti e consultare il medico in caso di sintomi o contatto con positivi.
HIV. Le persone con HIV in trattamento antiretrovirale efficace, con un numero di CD4 maggiore di 500 e con viremia controllata, per i dati oggi a disposizione, non hanno un rischio di peggior decorso rispetto a una persona HIV-negativa.
Sono da considerarsi immunodepresse e quindi teoricamente potrebbero essere più esposte a complicanze e ad un decorso più severo di COVID-19, le persone con HIV con un numero di CD4 minore di 500, indipendentemente dal trattamento antiretrovirale, anche se al momento non ci sono casi che lo confermino. A queste persone si applica in modo particolarmente stringente l’indicazione di rimanere in casa.
Al momento non esistono evidenze che gli antiretrovirali utilizzati nella terapia di COVID-19 (inibitori delle proteasi) possano fornire protezione efficace contro il contagio da SARS-Cov-2 nelle persone che li assumono per l’infezione da HIV.
Le persone anziane di età superiore ai 70 anni e quelle con patologie preesistenti, come ipertensione arteriosa, problemi cardiaci, diabete, malattie respiratorie croniche, cancro e i pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita, trapiantati o in trattamento con farmaci immunosoppressori) hanno maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di malattia.
COVID-19 E ANIMALI
I coronavirus in generale circolano tra certi animali, es. i pipistrelli, e alcuni di essi infettano anche l’uomo che ne viene a contatto.
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha concluso che “non esistono prove del fatto che il cibo sia una probabile fonte o via di trasmissione del virus”.
Il contagio inter-umano rimane la via principale di trasmissione e di infezione per l’uomo.
Tuttavia, poiché alcune specie animali, come lontre, tassi, donnole, martore, faina, puzzole, gatti domestici e selvatici, visoni e cani, sono suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali da pazienti affetti da Covid-19. I dati epidemiologici dimostrano che gli animali sono stati contagiati da esseri umani infettati da SARS-CoV-2, e non il contrario.
Nei focolai delle epidemie da Coronavirus degli anni passati (SARS E MERS), gli animali domestici non hanno svolto un ruolo epidemiologico con caratteristiche zoonotiche.
Le misure protettive precauzionali a protezione degli animali domestici sono:
• Evitare contatti con malati certi o probabili, come per gli umani
• Tenere al guinzaglio il cane, per mantenere il distanziamento sociale
• Al ritorno dalle passeggiate, provvedere alla sua igiene, soprattutto zampe e mantello con prodotti specifici per la pulizia degli animali
I test sugli animali devono essere limitati agli studi scientifici, all’approfondimento di sospetti diagnostici o clinici o indicati in via eccezionale dalla Autorità in presenza di un paziente Covid-19 se ritenuto opportuno.
TEST DIAGNOSTICI
I test per verificare la positività o negatività di un presunto malato di covid-19 sono:
• test molecolari che evidenziano la presenza di materiale genetico (RNA) del virus
• test antigenici che evidenziano la presenza di componenti (antigeni) del virus
• test sierologici tradizionali o rapidi che evidenziano la presenza di anticorpi contro il virus.
È il test molecolare quello attualmente più affidabile
Si tratta di un tampone a livello naso/oro-faringeo, e quindi analizzato dal punto di vista delle molecole.
Si esegue in laboratori specializzati.
Il test richiede in media dalle due alle sei ore dal momento in cui il campione viene avviato alla processazione in laboratorio.
Un paziente può considerarsi guarito quando risolve i sintomi compatibili con COVID-19 e risulta negativo in due tamponi consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2.
I test rapidi antigenici sono utili per lo screening dei passeggeri nei porti e negli aeroporti, e in ambito scolastico, perché danno una risposta di positività o meno in tempi rapidi(circa 15 minuti). Le modalità di raccolta del campione sono del tutto analoghe a quelle dei test molecolari (tampone naso-faringeo), ma la sensibilità e specificità di questo test sono ridotti proprio perché rapidi. Per tale motivo i risultati devono essere confermati con il test molecolare.
I test sierologici non possono, allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, sostituire il test molecolare. La rilevazione di anticorpi contro il virus indica l’avvenuta esposizione al virus ma non dice se c’è un’infezione in atto o gli anticorpi risalgono ad una infezione passata. Sono comunque utili per valutare la diffusione dell’infezione in una comunità e per l’identificazione dell’infezione da SARS-CoV-2 in individui asintomatici o con sintomatologia lieve o moderata.
PREVENZIONE
Ecco le misure da adottare per una corretta prevenzione:
• Evitare il contatto ravvicinato con persone infette
• Distanza di almeno 1 metro dagli altri
• utilizzo di mascherine
• Identificare precocemente le persone infette in modo che possano essere isolate e curate
• Lavarsi spesso le mani
Evitare i luoghi affollati
• permettere una buona ventilazione degli ambienti
• evitare abbracci e strette di mano.
• Starnutire e/o tossire in un fazzoletto
• evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri
• Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
• Non assumere farmaci antivirali e antibiotici, se non prescritti dal medico
• disinfettare con soluzioni a base di ipoclorito di sodio (candeggina) o alcol adeguatamente diluite
• per gli operatori sanitari utilizzare continuamente le mascherine chirurgiche e altri dispositivi di protezione individuali durante tutte le attività routinarie nelle strutture sanitarie
Se si presentano febbre, tosse o difficoltà respiratorie e si sospetta di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da malattia respiratoria Covid-19:
• restare in casa, non recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici ma telefonare al medico di famiglia, al pediatra o alla guardia medica
Il lavaggio delle mani ha lo scopo di garantire un’adeguata pulizia e igiene delle mani attraverso un’azione meccanica.
Per l’igiene delle mani è sufficiente il comune sapone. In assenza di acqua si può ricorrere ai cosiddetti igienizzanti per le mani a base alcolica.
Se si usa il sapone è importante frizionare le mani per almeno 60 secondi.
Se il sapone non è disponibile usare una soluzione idroalcolica per almeno 20-30 secondi.
È importante lavarsi le mani:
Prima
• di toccarsi occhi/naso/bocca (per es. per fumare, lavare i denti, etc.)
• di mangiare
• di assumere farmaci o somministrare farmaci ad altri
Prima e dopo
• aver maneggiato alimenti, soprattutto se crudi
• aver usato i servizi igienici,
• aver medicato o toccato una ferita
• aver cambiato il pannolino di un bambino
• aver toccato una persona malata
• aver toccato un animale
Dopo
• aver frequentato luoghi pubblici (negozio, ambulatorio, stazione, palestra, scuola, cinema, bus, ufficio, etc.) e, in generale, appena si rientra in casa
• aver maneggiato la spazzatura
• aver utilizzato soldi
• aver toccato altre persone.
È buona abitudine, inoltre, tossire/starnutire nella piega del gomito.
No, gli antibiotici non sono efficaci contro i virus, ma funzionano solo contro le infezioni batteriche.
TRATTAMENTO
Allo stato attuale, non esiste un trattamento specifico per la malattia causata dal nuovo coronavirus. Il trattamento resta principalmente basato su un approccio sintomatico, fornendo terapie di supporto (ad es. ossigenoterapia, gestione dei fluidi) alle persone infette, che può essere molto efficace.
Al termine del periodo di isolamento fiduciario, se non sono comparsi sintomi, la persona può rientrare al lavoro ed il periodo di assenza risulta coperto dal certificato emesso all’inizio del periodo di isolamento.
Qualora durante il periodo di isolamento fiduciario la persona dovesse sviluppare sintomi, il Dipartimento di Sanità Pubblica, che si occupa della sorveglianza sanitaria, provvederà all’esecuzione del tampone per la ricerca di SARS-CoV-2. In caso di esito positivo dello stesso bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi).
Dispositivi di protezione
Prima di indossare la mascherina
• lavare le mani con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi o eseguire l’igiene delle mani con soluzione alcolica per almeno 20-30 secondi
• indossare la mascherina toccando solo gli elastici o i legacci e avendo cura di non toccare la parte interna
• posizionare correttamente la mascherina facendo aderire il ferretto superiore al naso e portandola sotto il mento
• accertarsi di averla indossata nel verso giusto (ad esempio nelle mascherine chirurgiche la parta colorata è quella esterna).
Durante l’uso
• se si deve spostare la mascherina manipolarla sempre utilizzando gli elastici o i legacci
• se durante l’uso si tocca la mascherina, si deve ripetere l’igiene delle mani
• non riporre la mascherina in tasca e non poggiarla su mobili o ripiani.
Quando si rimuove
• manipolare la mascherina utilizzando sempre gli elastici o i legacci
• lavare le mani con acqua e sapone o eseguire l’igiene delle mani con una soluzione alcolica
Nel caso di mascherine riutilizzabili
• procedere alle operazioni di lavaggio a 60°C con comune detersivo o secondo le istruzioni del produttore, se disponibili; talvolta i produttori indicano anche il numero massimo di lavaggi possibili senza riduzione della performance della mascherina
• dopo avere maneggiato una mascherina usata, effettuare il lavaggio o l’igiene delle mani.
Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici. Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio.
Le mascherine di comunità hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana come una misura igienica e non sono soggette a particolari certificazioni.
È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi.
Le mascherine devono:
• garantire un’adeguata barriera per naso e bocca
• essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione
• devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort.
L’uso dei guanti “usa e getta” resta comunque raccomandato nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.
Quindi, sì all’utilizzo dei guanti a patto che:
• non sostituiscano la corretta igiene delle mani, che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e per 60 secondi
• siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati
• come le mani, non vengano a contatto con bocca naso e occhi
• siano eliminati al termine dell’uso, per esempio, al supermercato
• non siano riutilizzati.
Nelle abitazioni in cui sono presenti persone positive al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, tutti i rifiuti domestici, indipendentemente dalla loro natura (includendo fazzoletti, rotoli di carta, teli monouso, mascherine e guanti), devono essere considerati indifferenziati e, pertanto, gettati all’interno del contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata (se possibile a pedale), ponendoli prima dentro almeno due sacchetti resistenti chiusi (uno dentro l’altro), per evitare contatti da parte degli operatori ecologici.
A scopo cautelativo, tuttavia, fazzoletti, mascherine e guanti eventualmente utilizzati dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati.
SUPERFICI E IGIENE
Il tempo di sopravvivenza del virus sulle superfici varia in relazione al tipo di superficie considerata.
Tuttavia, bisogna considerare che i dati finora disponibili, essendo generati da condizioni sperimentali, devono essere interpretati con cautela, tenendo anche conto del fatto che la presenza di RNA virale non indica necessariamente che il virus sia vitale e potenzialmente infettivo.
L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) o ipoclorito di sodio (candeggina/varechina).
Ricorda di pulire gli oggetti che usi frequentemente (telefono cellulare, auricolari, microfono) prima con acqua e sapone o altri detergenti neutri e poi disinfettarli con prodotti a base di ipoclorito di sodio (candeggina/varechina) o etanolo (alcol), tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore.
• Sanificazione: pulizia e/o disinfezione per la buona qualità dell’aria
• Disinfezione: abbattimento della carica microbica di ambienti, superfici e materiali.
• Igienizzazione: è l’equivalente di detersione ed ha lo scopo di rendere igienico, ovvero pulire l’ambiente eliminando le sostanze nocive presenti.
• Detersione: rimozione e nell’allontanamento dello sporco e dei microrganismi in esso presenti, con conseguente riduzione della carica microbica. La detersione e un intervento obbligatorio prima di disinfezione e sterilizzazione, perché lo sporco è ricco di microrganismi che vi si moltiplicano attivamente ed è in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti.
• Pulizia: pulizia con detergenti/igienizzanti per rimuovere lo sporco mediante azione meccanica o fisica.
• Sterilizzazione: processo fisico o chimico che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore.
TRACCIAMENTO DEI CONTATTI E DEI CONTAGI
Contact tracing (tracciamento dei contatti): attività di ricerca e gestione dei contatti di un caso confermato COVID-19. Permette cioè di individuare e isolare rapidamente gli eventuali uomini entrati in contatto con casi certi o presunti tali, e interrompere così la catena di trasmissione.
Nel caso in cui si entra a “contatto stretto” con un caso confermato di COVID-19, anche con tampone negativo si rispetta il periodo di quarantena nei 14 giorni successivi alla data di esposizione.
Nota bene: dato che il periodo di incubazione di SARS-CoV-2, con successiva diffusione del virsu nel nostro corpo, si stima attualmente che vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni, non basta fare il tampone prima della fine dei 14 giorni di isolamento, perché la malattia potrebbe appunto comparire dopo.
I DONATORI DI SANGUE, ORGANI E TESSUTI
Il sangue si può donare solo se si è in buone condizioni di salute a prescindere dal Coronavirus.
E’ regola aspettare almeno 14 giorni prima di andare a donare se:
• sei rientrato di recente da un viaggio da qualsiasi territorio internazionale esclusi i Paesi dell’Ue con l’eccezione di Bulgaria e Romania (Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria), gli Stati parte dell’accordo di Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano
• sei rientrato da uno spostamento in ambito nazionale che riguardi aree per le quali sia prevista l’applicazione del provvedimento di sanità pubblica consistente nell’isolamento fiduciario domiciliare
• pensi di essere stato esposto al rischio di infezione da Coronavirus o hai dovuto rispettare l’obbligo dell’isolamento domiciliare fiduciario
• hai avuto comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da SARS-CoV-2 o hai effettuato la terapia per l’infezione da SARS-CoV-2 per infezione documentata. In tal caso sarai riammesso alla donazione solo dopo documentata guarigione (negatività test Covid 19 ripetuto a distanza di 24 ore).
Quando vai a donare avverti sempre il medico selezionatore degli spostamenti effettuati.
Comunica, inoltre, se ti è stata diagnosticata l’infezione o se hai avuto sintomi associabili a quelli causati dal Coronavirus.
Se hai già donato, contatta il tuo Servizio Trasfusionale in caso di comparsa di sintomi associabili a quelli causati dal Coronavirus.
Per quanto riguarda organi e tessuti, le donazioni non si fermano durante l’emergenza Coronavirus. L’attività di donazione e trapianto da vivente continua ad essere operativa; per questa tipologia di donazione sono state previste misure di prevenzione specifiche sia per la valutazione dei donatori che per i riceventi per i quali è stata disposta la ricerca del SARS-CoV-2 su tampone oro-faringeo o rino-faringeo da eseguire prima del prelievo dell’organo. sono state inoltre previste misure di prevenzione per inquadrare i casi di possibile donazione da parte di soggetti che hanno contratto l’infezione in passato ma sono guariti, oppure nei casi in cui il potenziale donatore abbia avuto contatti stretti con soggetti positivi al Covid-19. In tali casi è possibile la donazione, informando i riceventi ai quali viene richiesto di esprimere uno specifico consenso al trapianto. Si rappresenta che non si escludono dalla donazione tutti quei soggetti con un tampone o un test sierologico positivo ma senza una particolare sintomatologia e in presenza di un BAL negativo eseguito entro le 48 ore dall’eventuale donazione. In quest’ultima situazione, si procederà alla valutazione di ogni singolo caso attraverso il coinvolgimento della second opinion infettivologica.
Infine, in caso di positività al SARS-CoV-2 del potenziale donatore, si potrà procedere alla donazione solo se gli organi saranno destinati a pazienti SARS-CoV-2 positivi che, a causa dell’infezione o della terapia farmacologica ad essa collegata, abbiano sviluppato un’insufficienza acuta d’organo tale da richiedere il trapianto come unica terapia.
Dai dati in possesso, sovrapponibili a quelli registrati in altri Paesi europei, come la Spagna, emerge che chi ha ricevuto o è in attesa di un trapianto è maggiormente esposto al rischio di infezione da Sars-Cov-2 rispetto alla popolazione generale e, in caso di infezione, ha un rischio aumentato di andare incontro a complicanze.
Per il midollo osseo, ovviamente, il donatore che risulti positivo al Covid-19 in seguito a tampone non può procedere al prelievo di cellule staminali emopoietiche.
**Tutte le precedenti informazioni sono estrapolate solo dal sito del Ministero della Salute.
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