Lavora per il giorno in cui dirai “Ehi, ce l’ho fatta”
Il titolo di questo articolo è ispirato al cartone della Disney “Hercules”, ma in particolare al personaggio di Phil (Filottete), colui che allena gli dei a diventare dei veri eroi (o come intendiamo noi adesso, supereroi). Le mie due scene preferite sono collegate fra loro: impazzisco quando Phil rivela a un Ercole non ancora allenato che il suo sogno è sempre stato quello di vedere i suoi ragazzi diventare eroi cosicché la gente potesse dire “Ehi, quello è il ragazzo di Phil” e avere così riconosciuto il proprio lavoro. Non credo sia solo questione di lavoro quando vorremmo un po’ di riconoscimento, ma anche di riconoscimento della nostra bravura. Ed è peggio quando sai che sei bravo ma nessuno ti nota, o perché le cose alla fine vanno storte, o perché c’è sempre qualcun altro prima di te… Quando Phil con un po’ di titubanza prende il giovane Ercole sotto la sua ala e lo fa allenare, lui sta lavorando pensando al giorno in cui potrà dire finalmente una volta per tutte “ce l’ho fatta!” e potrà sentire la stessa cosa detta dagli altri. Phil ha ancora una meta, un sogno, seppur non stia facendo progressi quando entra in scena nel film di animazione. Lo scopo è essere riconosciuto come il più bravo allenatore di eroi dell’epoca, e se non avesse avuto questo sogno allora non avrebbe accettato di lavorare con Ercole.
Quindi, quando non capisci dove stai andando, a cosa ti porteranno tutte queste materie date, cosa vuoi fare da grande, pensa a cosa ti renderebbe con gli occhi spalancati dalla felicità (come il disegno di Phil nell’immagine di copertina a questo articolo). Pensa alla tua meta finale e alzati ogni mattina per fare un passo in più. Ogni tanto guardati indietro per vedere quanta strada hai fatto, poi girati subito in avanti per continuare a camminare. Ogni giorno è quello buono per dire finalmente “Ho finito! Ho vinto! Ce l’ho fatta.” La scena collegata a quella iniziale e che mi piace maggiormente è quando davvero alla fine del cartone animato gli abitanti della città durante i festeggiamenti a Ercole eroe non dicono solo “ehi quello è Ercole” ma “Ehi, è il ragazzo di Phil!”.
I premi non arrivano dall’oggi al domani, dietro c’è tutto un lunghissimo percorso invisibile agli altri. Spesso possiamo pensare erroneamente che chi ce l’ha fatta, è arrivato primo così dal nulla, ma chissà quanti anni di preparazione ci sono dietro. I medici, gli infermieri, i conduttori tv che tanto ci piacciono non sono stati presi per strada e messi a svolgere il loro ruolo da un giorno all’altro, ma noi non abbiamo visto la loro gavetta. Nessuno ha visto la gavetta di Phil (anche se comunque lui ne parla): non demordere, non mollare, avere una chiara idea di dove si vuole arrivare, di qual è il proprio sogno (e non importa quale sia, ognuno ha il proprio), ci conduce al sogno. Senza meta, non c’è strada da percorrere, niente cade dal cielo.
Per concludere, lavora, preparati, sogna, piangi, festeggia, tutto pensando alla tua immagine che dice “Ehi, L’HO FATTO”.
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