Domande di Scienza

Perché è famosa la moka Bialetti? Differenze con la napoletana?

La moka Bialetti è il tipo di caffettiera più famosa del mondo, perché quando venne inventata nel 1933 era innovativa, diversa e più pratica rispetto alle caffettiere usate fino a quel momento, tra cui la cosiddetta napoletana. Prende il nome Bialetti dal suo inventore e “moka” per la città Moka nello Yemen descritta a forma di caffettiera ne “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne.

In pratica la napoletana funzionava così: si inserisce l’acqua nel contenitore inferiore; si avvita con il filtro; nel filtro si mette il caffè; si mette un altro filtro di sopra per trattenere il caffè; si avvita la parte superiore, che è come un bicchiere vuoto rovesciato, con un becco da cui esce vapore quando il caffè è pronto. La napoletana era più alta rispetto all’attuale moka, consumando più acqua e facendo un caffè poco concentrato. Inoltre ci si scottava facilmente dovendo girare sottosopra l’intera caffettiera per versare il caffè dal becco. Dopo aver scaldato l’acqua, questa passa attraverso il filtro nella parte superiore (prima vuota) ora capovolta e diventata base della caffettiera. I due filtri trattengono la polvere di caffè.

Un sistema troppo complicato insomma per fare del caffè: il meccanismo divenne semplice e veloce con la moka, proprio come è il caffè.

La moka è quasi una napoletana al contrario. Funziona così: il fuoco del fornello scalda la base della caffettiera che contiene l’acqua; l’acqua calda sale lungo il tubo al centro del filtro posto a metà del corpo della caffettiera, qui incontra il caffè in polvere, unendosi formano il caffè liquido, che sale ancora lungo un altro tubo, riversandosi poi nella parte superiore della moka. L’acqua calda sale perché l’aumento di temperatura dà più energia alle molecole d’acqua, che si muovono lungo l’unica via di uscita e cominciano anche ad andare in ebollizione.