Domande di Scienza

Perché e come le cicatrici si formano, prudono e fanno male con il clima?

Le cicatrici che vediamo quando ci feriamo sono il risultato visibile del processo di guarigione della lesione. Le cicatrici hanno un aspetto diverso rispetto al resto della pelle, perché il tessuto ha un’organizzazione differente e più disordinata del tessuto originario.

Ora, quando abbiamo una ferita, si lesiona sia la pelle che i vasi sottostanti. La cicatrice si forma per coprire il “buco”.

In assenza di ferita, nel sangue vi sono cellule dette piastrine che producono la proteina prostaglandina G2; questa viene captata dal tessuto della pelle e convertita nella prostaciclina, la quale vede che non ci sono ferite e non attiva il processo di cicatrizzazione. Ma se la prostaglandina non incontra la pelle nella zona ferita, essa assieme alla proteina collagene (quella presente nelle creme viso) attiva le piastrine. Intanto, vengono prodotte le proteine fibrinogeno e serotonina, per diminuire il flusso sanguigno e evitare un’emorragia. Nel “buco” della ferita si ammassano piastrine, la proteina fibrina neo formata e tutto ciò che c’è intorno, compresi i globuli rossi (ecco perché la cicatrice è scura), così da “tappare”. Intanto le cellule della pelle vicino rinsaldano la continuità della pelle.

Proprio perché il tessuto ha un’organizzazione e sensibilità diversa rispetto al resto della pelle, le cicatrici prudono e risentono dei cambiamenti atmosferici.

La cicatrice rimane o scompare nel tempo in base alla gravità e profondità della ferita, più è profonda, più è stato modificato il tessuto della pelle, più difficilmente tornerà uguale alla pelle intorno.

Ugualmente, le cicatrici non si abbronzano ma spesso rimane il segno “bianco” perché la melanina non agisce data la diversa organizzazione e sensibilità di quel punto.

Perché e come le cicatrici si formano, prudono e fanno male con il clima?