Non è vero che “Questo lo sanno fare tutti”
Piccoli progressi sono alla base della vita di tutti, da quando nasciamo. Anche se siamo in una fase in cui pensiamo in modo negativo e con depressione alla nostra vita, ogni piccolo gesto quotidiano è un progresso, inteso come buona azione verso noi stessi o verso gli altri. I progressi non sono solo quelli scritti sul curriculum o sulla partecipazione al tuo matrimonio. Quelli magari sono obiettivi. Il progresso è il percorso.
Comunque sia, quando eravamo bambini a ogni minima tappa raggiunta erano tutti pronti ad applaudire e gioire per noi e incoraggiarci e a darci quella sicurezza di riuscire nelle cose (perché tanto tutti i bimbi prima o poi imparano a camminare, a parlare, mettono tutti i dentini eccetera), man mano che andiamo avanti negli anni questa gioia altrui viene meno. Certamente non vogliamo un grido di applauso ogni volta che finiamo i compiti il pomeriggio, anche un “bravo!” andrebbe bene, soprattutto quando sei studente di scuola e sai che studiare è un tuo dovere. Ma proprio perché ti ripetono che è un dovere vorresti essere ricompensato con complimenti.
Potrebbe sembrare che quindi non facciamo progressi, perché viene meno la routine dei complimenti a ogni buona azione (routine tipica appunto dei nostri primi anni di vita). Bhe, ovviamente sono qui per dirti che non è così, i tuoi progressi avvengono ancora, non scompaiono perché non c’è nessuno dietro, davanti o accanto a noi. Torniamo alla frase da cui nasce questo articolo: “Non è vero che questo lo sanno fare tutti”. Dove sono questi tutti? E attenzione, se dici che lo sanno fare TUTTI, “tutti” vuol dire proprio tutti! Vuoi dare un’equazione di primo grado a due incognite alla professoressa di arte? Per quanto possa essere brava nel suo campo, potrebbe non rientrare fra quei tutti che sanno fare le tue stesse cose. Quindi non è vero che lo sanno fare tutti.
Ipotizziamo che tu voglia rimanere all’interno del contesto classe: tutti i compagni hanno capito l’esercizio tranne te. Quando anche tu riesci a risolverlo, non pensare di nuovo “riescono a farlo tutti”. Sia per la motivazione che ti ho appena scritto, sia perché non ti devi basare su un solo argomento, o un solo esercizio di una sola materia. Ci sono materie che tu comprendi prima degli altri, ciò non vuol dire che questi altri sono gli unici a non saperlo fare. Non c’è gara, non c’è competizione, non c’è un arrivare primi o secondi. Anche se è vero che la valutazione della nostra cultura include spesso e volentieri voti numerici, questi non vengono messi in ordine quando si tratta di dare voti agli alunni di una classe. Ognuno ha il suo voto, e basta.
Potremmo sostituire “Questo lo sanno fare tutti” con un bel “Questo sono riuscito a farlo, avanti con il prossimo argomento!”. In questo modo, abbiamo individuato un nostro obiettivo raggiunto, quindi un nostro progresso e siamo incoraggiati per il prossimo argomento di studio o la prossima tecnica nuova da imparare a lavoro. Non potrai mai sapere se lo sanno fare tutti, ma puoi sapere che tu l’hai fatto, tu lo sai fare, tu lo fai, e sarà l’ennesimo gradino conquistato verso la meta.
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