Domande di Scienza

Perché e come la coda delle lucertole si stacca e ricresce?

Fin da piccoli è una delle cose che più ci attrae di questi animali: la coda lunga e sottile delle lucertole, che a volte si perde e continua a muoversi pur senza corpo, mentre esse continuano a vivere pur senza questa parte del corpo. 

In che modo le lucertole perdono la coda? A parole semplici, si sgancia. A volte accade che siano altri animali a tagliarla, durante la caccia, ma altre volte si tratta di autotomia (da auto=stesso, tomia=taglio). Nella coda, ci sono fasci di muscoli terminanti a forma di cono con alcuni piccoli pori e avvolti da pareti pressoché lisce. E tra queste due superfici (muscoli e paresti esterne) c’è il vuoto, o meglio un leggero sfioramento. Ovviamente non si tratta di vero vuoto (come il sottovuoto) ma particelle di aria. Queste mantengono le appendici adese anche in situazioni di forti movimenti e forte deformazione elastica. In che modo? Assorbendo l’energia della trazione durante i movimenti, cioè tenendo a sé le cellule muscolari mentre queste si muovono per far muovere la coda, così da non sfuggire e far staccare la coda nei momenti sbagliati. Invece, per perdere la coda, le lucertole la girano, cambiandone l’angolazione, quindi c’è un movimento preciso da fare per far staccare una parte della coda e vincere la forza che la tiene attaccata.

Come fa la coda a dimenarsi ancora? Pur essendo senza il restante corpo, continua ad agitarsi per qualche istante grazie alle fibre nervose (cellule) che danno ancora “segnali di funzionamento” alle cellule muscolari, ma presto tutto morirà.

Perché? Perché così la lucertola scappa mentre la coda muovendosi attira tutta l’attenzione del predatore, distraendolo da quella che doveva essere la vera preda che intanto riesce a scappare.

Come avviene il processo di rigenerazione nella coda? All’inizio del processo di rigenerazione si ha la vasocostrizione dei vasi attigui alla ferita in modo da impedire all’animale di morire per dissanguamento. Conseguentemente, si ha la formazione di un coagulo di sangue centrale, mentre le cellule dell’epidermide (pelle) cominciano ad aumentare in numero e rilasciano la proteina enzimatica metalloproteasi di matrice 9 (o MMP9), la quale va al tessuto danneggiato (dove si è rotta la coda), e digeriscono (eliminano) le parti di cellule non sane. Dopo di che, i vari tessuti( il tessuto linfatico, adiposo, cartilagineo e nervoso) tipici vengono riformati, creando un’appendice che è molto simile a quella perduta, ma non uguale. Infatti non sarà osso ma cartilagine, assenza di neuroni all’interno della colonna vertebrale , assenza di regioni di frattura in questa zona.

Come suggerisce la ricerca pubblicata su Science, questi studi potrebbero servire a migliorare il modo di adesione in vari campi: protesi, cerotti e innesti cutanei.